Oltre 21.000 presenze dal 2021 e 40 eventi l’anno: la Provincia conferma il Gruppo Folkloristico Trevigiano alla guida dello “scrigno della memoria” della Marca.
di Nicoletta Bortolozzo
TREVISO – Il Museo Etnografico Provinciale “Case Piavone” si conferma il cuore pulsante delle tradizioni trevigiane. La Provincia di Treviso e il Gruppo Folkloristico Trevigiano hanno ufficialmente rinnovato la convenzione per la gestione del complesso di via Cal di Breda: un accordo che estende la collaborazione fino al 2030, garantendo continuità alla tutela e alla valorizzazione della cultura popolare locale.

L’obiettivo dell’intesa è chiaro: proseguire nel percorso di salvaguardia di un complesso rurale risalente al tardo Seicento, vero e proprio custode di documenti storici, indumenti d’epoca, oggetti del quotidiano e archivi audiovisivi che raccontano l’evoluzione del nostro territorio di generazione in generazione.
I numeri del successo: un interesse in crescita
I dati confermano che il legame tra i cittadini e le proprie radici è più solido che mai. Dal 2021 a oggi, il Museo ha registrato:
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21.433 visitatori totali (con una media annua tra le 3 e le 4 mila presenze).
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Oltre 40 eventi annuali, tra rassegne popolari, manifestazioni e incontri culturali.
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Una fitta rete di attività didattiche che coinvolge costantemente le scuole della provincia.
Il Museo non è però solo un luogo di esposizione, ma uno spazio vivo: le sale e le aree all’aperto, in sinergia con il Parco della Storga, vengono regolarmente concesse ad associazioni locali per convegni, laboratori e ricerche scientifiche, supportate anche dalla ricca Biblioteca interna.
Le voci dei protagonisti
Il presidente della Provincia, Stefano Marcon, ha espresso grande soddisfazione per il rinnovo:
“L’interesse verso il Museo cresce costantemente. È un piacere rinnovare la convenzione con il Gruppo Folkloristico, che cura e innova questi spazi rendendoli un punto di riferimento per tutta la Provincia. Il nostro impegno continuerà per far conoscere sempre di più questa preziosa risorsa.”
Parole di gratitudine sono arrivate anche da Ivano Camarin, presidente del Gruppo Folkloristico Trevigiano:
“Un caloroso grazie alla Provincia che continua a darci fiducia in questo impegno di custodia. Questa struttura ha potenzialità straordinarie e le iniziative condivise con il Sant’Artemio in questi anni hanno permesso di avvicinare grandi e piccini alle nostre tradizioni.”
A concludere, il vicepresidente Roberto Fava ha sottolineato l’importanza del passaggio di testimone generazionale:
“Il Museo è un punto di riferimento per la comunità della Marca. Attraverso questa collaborazione tuteliamo la memoria collettiva, permettendo alle nuove generazioni di scoprire i costumi popolari con uno sguardo sempre nuovo.”

