Se la cronaca recente ci inquieta, la storia del Veneto è un archivio a cielo aperto di “cold case” ante litteram.
di Nicoletta Bortolozzo
Nei secoli scorsi, la giustizia era amministrata da organismi temibili come il Consiglio dei Dieci a Venezia, ma molti delitti sono rimasti avvolti nel mistero o legati a intrighi di potere e leggende nere; facciamo un viaggio nel tempo tra i delitti storici più celebri e inquietanti della regione.

Il Doge Traditore: Il Mistero di Marin Faliero (1355)
È l’unico Doge della storia di Venezia a essere stato giustiziato. Accusato di aver complottato per rovesciare l’oligarchia e farsi “Signore”, la sua figura è stata oggetto di una damnatio memoriae: il suo volto nella Sala del Maggior Consiglio è coperto da un drappo nero.
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L’enigma: Alcuni storici ipotizzano che Faliero non fosse un congiurato, ma una vittima delle stesse famiglie nobiliari che volevano eliminare un leader troppo amato dal popolo o troppo riformista.
Johann Georg Wirsung: L’anatomista ucciso a Padova (1643)
A Padova, patria della medicina moderna, si consumò uno dei delitti più oscuri del XVII secolo. Il celebre anatomista tedesco Wirsung (scopritore del dotto pancreatico) fu freddato a colpi di pistola davanti alla sua abitazione.
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Il sospetto: Fu arrestato un suo studente, Giacomo Cambier, mosso pare dalla gelosia professionale o da dispute accademiche. Tuttavia, le dinamiche di potere interne all’Università del tempo hanno sempre lasciato l’ombra di un complotto più vasto per sottrargli scoperte rivoluzionarie.
Il Mistero del Corpo nel Pozzo (Venezia, 1779)
Nel giugno 1779, Campo San Trovaso fu teatro di una scoperta macabra: parti di un corpo umano vennero ritrovate in vari pozzi della città. La testa fu ripescata solo il giorno dopo nel Rio di Santa Chiara.
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La risoluzione parziale: Grazie a un biglietto trovato tra i capelli della vittima con la sigla “V.F.G.C.”, si risalì a un delitto passionale. Ma l’efferatezza del metodo e l’uso dei pozzi pubblici (vitale risorsa idrica) scatenarono un’ondata di panico e teorie del complotto che durarono decenni.
Isolina Canuti: Il Giallo della “Verona Noir” (1900)
Sebbene al limite del secolo scorso, il caso di Isolina è il prototipo del cold case moderno. La giovane scomparve a Verona e i suoi resti furono ritrovati nell’Adige, chiusi in sacchi.
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L’ostacolo: Le indagini puntarono subito al capitano degli Alpini, Carlo Trivulzio, con cui la ragazza aveva una relazione segreta ed era rimasta incinta. Nonostante le prove schiaccianti, il potere militare protesse l’ufficiale e il caso finì insabbiato, lasciando Isolina senza giustizia per oltre un secolo.
“Serial Killer” Ante Litteram
Dalle ricerche d’archivio emergono figure inquietanti come Veneranda Porta da Sacile, definita da alcuni studiosi come una delle prime “serial killer” della Serenissima, o Marcantonio Brandolini, l’abate avvelenatore. Questi casi dimostrano che, nonostante la mancanza di impronte digitali o DNA, la polizia veneziana dell’epoca (i Signori di Notte) utilizzava già metodi deduttivi e analisi tossicologiche rudimentali.

